Auguri a Sergio Marchisio, pioniere del Roero: il primo a inventare l’Arneis spumante, il primo a mettere il Nebbiolo in anfora

Stile, talento e classe. Si può essere primi per vanto, per ambizione, oppure semplicemente per destino: succede, se è questione di passione, di curiosità, di devozione sconfinata per le proprie colline. Fu proprio il grande amore per l’Arneis a spingere Sergio Marchisio, tanti anni fa, a piantare il vitigno bianco a Castellinaldo, tradizionalmente terra di Barbera. In fondo è grazie lui se oggi l’Arneis è così diffuso, anche nel pittoresco villaggio roerino proteso verso l’orizzonte delle Langhe. Poco dopo, la nuova sfida: bollicine, inseguendo la lezione dei maestri della Champagne. Altro record, quindi: è stato proprio Sergio Marchisio a firmare il primo Arneis metodo classico. E giusto per non perdere confidenza con il Guinness dei Primati, Sergio è arrivato – per primo, di nuovo – a intuire quanto potessero essere felici le nozze tra il Nebbiolo e l’anfora di ceramica. Biologico, biodinamico e pioniere in tutto. Non ama gloriarsene, Sergio, schivo e riservato com’è. Più che celebrarlo, il vino preferisce farlo – e a volte, inventarlo (rinnovarlo e rigenerarlo, secondo l’istinto del puro alchimista, consapevole di vivere fra i doni della terra e quelli del cielo). Vale la pena ricordarlo, il coraggio silenzioso di Sergio, consacrato da qualcosa come 40 vendemmie. Vale ricordarlo a maggior ragione oggi, che Sergio compie 59 anni. Tanti auguri, da tutta la Marchisio Family e dalla famiglia, ancora più grande, degli appassionati che non saprebbero più fare a meno delle invenzioni del sorprendente winemaker di Castellinaldo!

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