Diradamento: il segreto dell’eccellenza sta nel selezionare solo il meglio, per ottenere Valmaggiore, Francesca e Castellinaldo

La parola magica è: diradamento. Selezionare solo il meglio, lasciando appena 8 grappoli per ogni vite. Succede, in questi giorni d’estate, ai 4 ettari di vigneti destinati a produrre tre eccellenze assolute della Marchisio Family: la Barbera d’Alba Superiore “Castellinaldo”, il Nebbiolo d’Alba “Valmaggiore” e il Roero Riserva “Francesca”. «Questa rigorosa selezione, basata sul diradamento – spiega Fabio Marchisio, che gestisce i vigneti insieme al fratello, Ivo – è indispensabile per ottenere la massima qualità possibile». Risultato: si raccoglieranno appena 50-60 quintali di uva per ettaro. «Analoghe operazioni di sfoltimento dei grappoli – aggiunge Fabio – sono in corso anche in tutti gli altri nostri vigneti, dove la resa per ettaro è quella normalmente prevista dai disciplinari per l’Arneis, la Barbera, il Pinot Nero e il Nebbiolo».

Naturalmente, la selezione più rigida investe le uve destinate alle massime eccellenze dell’azienda, che è biologica e biodinamica. La Barbera d’Alba “Castellinaldo”, fermentata in acciaio, affina anche per 18 mesi in piccole botti di acacia, prima di affrontare altri 6 mesi in bottiglia. Macerato in anfora su lieviti naturali, un super-Nebbiolo come il “Valmaggiore” permane anche per un anno nei recipienti di ceramica, per poi riposare altri sei mesi in bottiglia. Classico, infine, l’affinamento del Roero Riserva “Francesca”, in barriques e botti di rovere per almeno 24 mesi, più un anno in bottiglia. Veri e propri gioielli, che poi sprigionano nel bicchiere l’essenza del terreno da cui provengono. E il primo passo, in questo percorso di qualità, è proprio quello che si sta compiendo in questi giorni: il diradamento dei grappoli. Solo i frutti prescelti avranno il compito di portare a termine il processo alchemico, dando vita a piccoli capolavori tutti da degustare.

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