Sua maestà il Riesling, ma prodotto nel Roero (e per la prima volta, in anfora). L’ennesima grande scommessa di Sergio Marchisio

Poteva mancare, Sergio Marchisio, all’appuntamento con il Riesling? Certo che no: non dopo essersi appena misurato con un altro “must” assoluto come il Pinot Noir, gran signore di Borgogna, da sperimentare nel Roero e, ovviamente, nella versione Marchisio Style (cioè in anfora). Biologico, biodinamico e vinificato direttamente nella ceramica, per restare “sempre giovane” anche quando invecchia. Identica operazione, ora, con il vitigno del Reno e della Mosella, principe dei climi freddi: che succede se lo si impianta sulle colline di Castellinaldo, rosolate dal sole? Be’, provare per credere: l’ineguagliabile, inconfondibile eleganza del Riesling, in questo caso, riesce a brillare di luce propria anche in veste più “grassa”, tra le marne e le argille di un terroir specialissimo come quello roerino, ancora fresco di memorie marittime, capaci di dare ai vini uno slancio ineguagliabile.

«Ci tenevo, a mettermi alla prova anche con il Riesling, di cui ho sempre apprezzato l’aromaticità», confessa Sergio Marchisio, inguaribile sperimentatore. Un vero pioniere: il primo a spumantizzare l’Arneis, il primo a mettere in anfora il Nebbiolo (il favoloso Valmaggiore, con tappo a vite). Ancora: il primo a puntare sull’anfora anche per l’Arneis. E ora, il primo – in assoluto, ancora una volta – a scommettere sui recipienti di ceramica anche per il delicatissimo Riesling. Un bianco leggendario per la sua finezza: raffinato, agrumato, coi caratteristici toni minerali degli idrocarburi. Del Riesling si dice: non è come altri bianchi (per esempio lo Chardonnay, che può assumere mille volti); il Riesling ne ha uno solo, e non tollera nemmeno un filo di trucco. «Giustissimo: ed è proprio per questo – dice Sergio – che volevo vedere come sarebbe stato, il mio Riesling».

Attenti: l’esperimento è ancora in corso. «Stiamo parlando della vendemmia 2020: dopo la raccolta e la vinificazione, il Riesling di Castellinaldo sta proseguendo la sua maturazione». Non in botte grande, si capisce: «Evolve nelle anfore, da cui non uscirà tanto presto». Imbottigliamento e commercializzazione? «Non prima della fine del 2021, come minimo». Stiamo parlando di un quantitativo davvero piccolo, ancora sperimentale: appena 2000 bottiglie, ricavate da 1500 viti. Roba speciale, per appassionati. La scommessa? Far risplendere il meglio del Riesling, facendone risaltare le tipicità varietali, anche se le uve vengono da un lungo bagno di sole. «Al resto, poi, provvede l’anfora». L’ottimismo è palpabile: «I primi assaggi confermano le aspettative», dice Sergio: «Questo Riesling sarà una vera sorpresa, ne sono sicuro».

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