La poesia della visione di Rudolf Steiner: quando la Terra finalmente si riposa, e ci restituisce tutta la sua potenza vitale

«Quando la natura si spegne bisogna volgersi alla coscienza di sé». Lo disse Rudolf Steiner, fondatore dell’agricoltura biodinamica. «La festa dell’equinozio che apre l’autunno – per Steiner – è la festa dell’autocoscienza forte e libera: è la festa dell’iniziativa piena di energia, della liberazione da ogni timore e da ogni condizionamento dell’animo». Parole che sembrano scritte per il mondo di oggi, alle prese con lo smarrimento generale per la grande emergenza sanitaria che sta paralizzando il pianeta. Spiega il grande studioso: «Quando la natura esteriore si spegne e la vegetazione appassisce, cresce in compenso tutto ciò che si lega all’iniziativa interiore. Forze di volontà si liberano, l’Anima del Mondo esorta l’individuo a diventare più coraggioso». E proprio nel giorno dell’equinozio si celebra la festa del “forte volere”. «Al culmine dell’estate erano divenuti visibili i grandi stormi meteoritici che contengono il ferro cosmico», diceva Steiner, in base alla sua particolarissima visione (simbolica) della vita.

«Quel ferro piovuto dal cielo in direzione della Terra contiene “l’arma degli Dei” contro il “drago-Ahrimane” che vuole rubare agli uomini la luce animica, avvincendoli tra le sue spire». Allora, sempre secondo Steiner, il sangue umano si pervade di ferro: «Milioni di sfavillanti meteore turbinano nel sangue, donando all’organismo l’energia per combattere ogni paura, ogni terrore, ogni forma degradante di odio». In pratica: «Come il volto dell’uomo quando corre diventa rosso vermiglio, così il corpo sottile dell’uomo irradiato di ferro cosmico comincia a emanare energia». Nelle antiche mitologie ricorrono figure di divinità solari: giovani divinità dorate che abbattono un drago o un serpente che sale dalle viscere della Terra. «Quando le giornate di autunno si rabbuiano e si rinfrescano, quando cadono le foglie e le prime piogge», tutto questo «evoca nella fantasia queste figure divine», nell’azione di “abbattere il drago”: «Esse sono il simbolo della autocoscienza vittoriosa, che si sveglia dal sonno dell’estate, pronta a realizzare con decisione i propri obiettivi».

Di cultura tedesca, sebbene nato in Croazia, Steiner (il padre dell’antroposofia, la “scienza dell’uomo”) si è espresso in vari campi: filosofia e sociologia, antropologia ed economia, basandosi sulla sua “scienza dello spirito”. «A colpirmi – ammette Sergio Marchisio – è stato il suo insegnamento riguardo all’agricoltura biodinamica, che mi ha letteralmente cambiato la vita a partire da una frase: l’uomo è l’unico animale, sulla Terra, che avvelena il cibo di cui si nutre». Da allora, la filosofia biodinamica è diventata la bussola della Marchisio Family. Missione: restituire salute alla Terra, e quindi ai suoi prodotti. Steiner concepisce la realtà universale come una manifestazione “spirituale” in continua evoluzione, nella sua unità col mondo fisico. In altre parole, restando tra i vigneti: c’è “anima”, nei vini biodinamici, perché sono stati pensati “in accordo con il cielo”. Sono come il pegno di una promessa: proteggere la Terra, e aiutare l’umanità a ritrovare il giusto orientamento vitale, in armonia con l’universo.

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