Lontano dal coronavirus, la natura ci fa compagnia: proviamo ad ascoltarla, e non finirà di stupirci

«Restiamo a casa», è l’invito del governo italiano, a causa dell’emergenza “coronavirus” che sta colpendo l’Europa e il resto del mondo. Restare a casa? Si tratta di un sacrificio, per moltissime persone – ma non per la Marchisio Family, che vive circondata dal verde delle sue colline. E c’è di più: la primavera è ormai nell’aria, e parla. Sono tante, le voci della primavera: per esempio, il ronzio delle api sulle prime fioriture. «Da quando l’Italia è diventata una grande “zona rossa” – dice Elena Marchisio – anche sulla nostra terra, già molto tranquilla, è sceso un ulteriore, grande silenzio». In confidenza: «E’ bellissima, questa pace. Ci aiuta a ritrovare una dimensione che in molti avevano dimenticato: l’importanza dei rapporti umani, dei gesti quotidiani».

Non solo: «Questo profondo silenzio, nello splendore dei prati e dei vigneti, è interrotto dalla voce degli uccelli: mai come oggi è possibile apprezzare il loro meraviglioso, ininterrotto concerto». Ci sono le cince, che salutano la fine dell’inverno. E ci sono i piccoli migratori, che stanno arrivando dall’Africa. Questione di pochi giorni, e faranno ritorno anche le rondini. Cosa raccontano, gli uccelli? Una storia bellissima: dicono che, fra poco, la vita riprenderà il suo corso. Insegnano che la natura è invincibile, come le sue leggi. E il ritmo delle stagioni – possiamo percepire meglio anche quello, in questo grande silenzio – prenderà il sopravvento, preparando anche per la prossima estate i suoi doni preziosi, biologici, prodotti con la sapienza della filosofia biodinamica. E intanto, godiamoci questa fantastica pace cinguettante!

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